Giunto alla quarta edizione l’evento “Tamiso” il setaccio del tempo, quest’anno promuove due tipi di argomenti: la musica e le macchine fotografiche.
Per quanto riguarda le macchine fotografiche sono stati celebrati due torresani che abitavano entrambi in via Nazario Sauro: Lino Muccin costruttore di macchine fotografice proffessionista e Ivo Rosset tornitore alla Zanussi con l’hobby della fotografia. Lino Muccin già negli anni ‘60 progettò una macchina fotografica per le foto panoramiche. Qui puoi trovare la pagina dedicata all’evento
Lino Muccin 5/10/1926 – 4/06/1998 Torre, via Nazario Sauro
Nella sua vita, Lino Muccin si è dedicato a diverse attività lavorative, come riparazione di macchine fotografiche, pannelli solari, apparecchiature per dialisi, costruzione di un telescopio e altri lavori di seconda importanza. Ma quello che lo attraeva e appassionava di più era il settore della fotografia. Egli infatti rappresenta una storia singolare e affascinante nel panorama della fotografia italiana, in particolare per aver ideato la Vestacrom, una fotocamera che si distingue per la sua progettazione innovativa. Nel 1951, Muccin, dipendente delle Officine Gatto di Pordenone, e il suo collega Mario Brunetta di Prata, lavorano insieme per creare una fotocamera di alta qualità che riprendesse le caratteristiche della Leica, ma con una serie di migliorie e innovazioni. La Vestacrom presentava un design all’avanguardia per l’epoca, con un dorso apribile a cerniera, un mirino posizionato quasi in asse con l’ottica e un selettore delle velocità separato dal pulsante di scatto, a differenza delle fotocamere tradizionali che avevano il selettore coassiale. Questo cambiamento mirava a semplificare l’uso e migliorare l’efficenza operativa dell’apparecchio. Una delle caratteristiche più significative della Vestacrom era la sua progettazione innovativa, che permetteva di ridurre di un terzo il numero di componenti necessari all’assemblaggio. Questo avrebbe comportato una sensibile riduzione dei costi di produzione, rendendola potenzialmente competitiva sul mercato. Tuttavia, l’imminente arrivo sul mercato europeo dei prodotti giapponesi non consentì di intraprendere questa avventura industriale; così, nessun accordo commerciale venne raggiunto e il progetto non si concretizzò. Il prototipo della Vestacrom fu abbandonato e rimase chiuso in un cassetto silenzioso di una occasione mancata della fotografia italiana. Nonostante questa delusione, Muccin non smise mai di progettare e nel corso degli anni sviluppare nuove idee. Negli anni ’80 riuscì a realizzare la MLP (Muccin Lino Panoramica), una fotocamera panoramica che offriva un angolo di ripresa di 220° su pellicola 135 e 120. Fu ptodotta in soli cinque esemplari, accompagnati da un accessorio per il decentramento. questo nuovo progetto di Muccin fu ancora un segno della sua grande inventiva, ma la MLP non ebbe una distribuzione di massa. Il talento arigianale di Lino Muccin si espresse anche nella costruzione di fotocamere in miniatura MLM, progettate per utilizzare pellicola in formato 8mm. Realizzò personalmente anche i caricatori, adattati su misura per questi apparecchi. L’obiettivo era preciso: consentire agli incaricati delle aziende di fotografare in modo discreto e spesso clandestino, modelli e/o articoli esposti da aziende concorrenti a fiere e/o mostre. Questi apparecchi erano quindi veri e propri strumenti di spionaggio industriale, concepiti per passare inosservati, pur garantendo una resa sufficiente per l’analisi dei dettagli costruttivi e stilistici. La Vestacrom e la MLP sono oggi considerati esempi di ingegno e innovazione nel campo della fotografia, seppur non abbiano avuto il successo commerciale che meritavano.
Ivo Rosset 13/08/1926 – 27/11/2000 Torre, via Nazario Sauro
Ivo frequentava le scuole di Avviamento di Pordenone e, nonostante le insistenze del maestro Morassutti a proseguire gli studi, intraprese a 14 anni la vita lavorativa alla prestigiosa fabbrica di elettrodomestici capitanata da Lino Zanussi. Venne assegnato alle “officine” come tornitore dove successivamente diventò capo reparto. Possedeva anche un tornio a casa, dove dopo il lavoro creava congegni meccanici. La fotografia giunse nella sua vita nel 1952, quando la moglie Relina gli regalò una macchina fotografica Bencini Korolla; da quel momento la macchina fotografica ha sempre seguito i suoi spostamenti. La passione per questo settore lo ha portato ad una amicizia con Lino Muccin, un suo coetaneo che abitava a Torre nella stessa via e che lavorava per le Officine Gatto di Pordenone, dove si producevano macchine fotografiche. I due si sono di sicuro confrontati spesso su idee di sviluppo di queste apparecchiature tanto da progettare nel tempo dei prototipi. In particolare una notte degli anni ‘80 (le idee migliori vengono di notte) Ivo ebbe l’intuizione pensando al girarrosto del forno: nacque l’idea del prototipo, poi brevettato, del dispositivo per eseguire fotografie panoramiche a 360° con macchine fotografiche di uso normale. Successivamente Ivo si pose il problema dello sviluppo delle foto panoramiche e così inventò un dispositivo per la stampa fotografica in continuo, poi brevettato. Ivo fu ispirato anche dalle corse di regolarità e gimcane con la Vespa di cui è stato pilota e dal principio del funzionamento del “fotofinish” , apparecchiatura che utilizzava nel suo ulteriore hobby, il cronometraggio, hobby che lo ha portato nel 1969, ad essere il primo presidente della neonata sezione di Pordenone della Federazione Italiana Cronometristi a lui oggi intitolata.

Per la musica è stato celebrato Ettore Travanut cantante baritono di Torre, ispiratore ed armonizzatore del “Quartetto Stella Alpina”. Il quartetto Stella Alpina è stato per oltre quarant’anni un punto di riferimento nel panorama del folclore della canzone friulana. La prima formazione, nata nell’aprile 1962, era composta da Adriano Turrin (tenore primo), Donato Marson (tenore secondo), Ettore Travanut (baritono) e Sergio Mion (basso) che, dopo dieci anni, fu sostituito da Piero Davanzo. Il quartetto si distinse per la sua straordinaria capacità interpretativa che lo portò ad esibirsi con successo in centinaia di sale e teatri in tutto il mondo. Il gruppo fu chiamato a rappresentare il Friuli in molte occasioni ufficiali, regalando forti emozioni ai tanti emigrati friulani che ascoltando le loro voci si sentivano più vicini alla Patria.
Le immagini del concerto





