IL COTONE

Storia di una eccellenza

Cotonificio di Torre – Il  primo imponente stabilimento “Belaz Fratelli e Blanc” sullo sfondo la Chiesa e il Castello (affresco del 1854 di Paolo Pajetta – Palazzo “Porcia” c.so Garibaldi, Pordenone)

È l’archeologia industriale il tema scelto per celebrare il 50° anniversario della scomparsa del Conte Giuseppe di Ragogna: personaggio controverso ma appassionato, studioso e cultore dell’archeologia, riconosciuto come uno dei primi e più validi archeologi del Friuli Venezia Giulia.

Sul nostro territorio i riferimenti industriali non mancano: oltre al Cotonificio Veneziano di Torre, operativo già nel 1840, e alla Tintoria, erano presenti altre attività produttive quali il Cotonificio Makò di Cordenons, il Cotonificio Amman di Borgomeduna e la Filatura e Tessitura di Rorai Grande, facendo del pordenonese una vera capitale dell’ industria tessile e cotoniera.

La mostra allestita nel quartiere espone, oltre a immagini del Cotonificio di Torre, anche documenti fotografici di Cotonifici Italiani gentilmente concessi dal CID di Torviscosa.

L’industria cotoniera italiana nacque e si sviluppò, con l’eccezione della regione Campania, prevalentemente lungo  la linea delle risorgive ai piedi dell’arco alpino. Partendo da Biella, in Piemonte fino ad arrivare a Torre di Pordenone, in Friuli, passando per Lombardia e Veneto: Bergamo, Brescia, Como, Milano, Thiene, Vicenza, Schio per citarne le più importanti.

La lavorazione del cotone si diffuse  tra X e XII secolo insieme a quella della seta e si aggiunse alla lavorazione di   fibre tessili lavorate già dall’epoca romana (lana, canapa, lino). Nella rivoluzione industriale italiana furono decisivi gli imprenditori svizzero-tedeschi e il capitale proveniente dei paesi a nord delle Alpi.

Il Cotonificio costruito a Torre di Pordenone nella metà del XIX secolo, su un’ansa del fiume Noncello, era così all’avanguardia da ricevere, nel 1846, la medaglia d’oro dall’Istituto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, per essere stato il primo ad introdurre la “filatura meccanica del cotone” nel territorio delle allora province Venete.

Di seguito la motivazione:

PREMI D’INDUSTRIA 1846 (1) MEDAGLIA D’ORO

I.R. PRIV. FILATURA E TINTORIA DI COTONE TORRE DI PORDENONE

PER INTRODUZIONE NELLE PROVINCIE VENETE QUESTO GENERE DI MANIFATTURE

Pochi stabilimenti industriali trovansi posti fra noi in così opportune e felici condizioni locali come l’I. R. Priv. Filatura e Tintoria di cotone, fondata, or son quattro anni, nel paesello di Torre presso Pordenone.

Ivi abbonda la popolazione alta al lavoro, 1’aria è salubre, e le acque del Noncello limpide e perenni offrono la più economica delle forze motrici, e si prestano eccellentemente agli usi tintorii.

La posizione geografica del luogo, che accenna egualmente a Venezia e Trieste d’onde ritrae le materie prime, e alla Lombardia e alla Germania dove ha lo spaccio de’ suoi prodotti, è anch’essa un elemento di prosperità. Fu dunque saggio accorgimento non solo d’introdurre fra noi la filatura meccanica del cotone, quell’industria che presso altre nazioni ottenne già da molti anni uno sviluppo colossale, e vi è sorgente di grande ricchezza; ma eziandio di collocare lo stabilimento in un luogo, sotto molti riguardi conveniente.

Tutto si ha dovuto fare di nuovo, e tutto fu imaginato e condotto con singolare intelligenza e con piena corrispondenza allo scopo.

Un grande fabbricato a diversi piani, con case minori d’intorno, si eleva sopra un’area di oltre 1800 metri quadrati, ed accoglie in gran numero quella maravigliosa serie di congegni, quelle sorprendenti invenzioni meccaniche, per cui la bambagia, giunta da lontani paesi in masse informi, e tutta cosparsa di sostanze eterogenee, si netta, si elabora e, passando quasi come fluido d’ una in altra macchina, n’esce in forma di filo più o meno grosso, che ridotto in matasse si pone in commercio. Grande è l’attività della fabbrica, e basti accennare che i fusi sono a questo momento 16000, e che ben presto arriveranno a 19000.

Una parte del cotone si tinge in bel rosso di Adrianopoli.

I congegni son mossi dalla più vantaggiosa delle macchine idrauliche che si conoscono, il turbine di Fourneyron, della forza di circa 100 cavalli. Nella filatura, nella tintoria e nelle officine sono impiegali più di 450 individui, nativi la maggior parie de’ vicini villaggi. Alcuni forestieri pratici di questa industria, avvezzi all’ordine e alla disciplina, li dirigono nel lavoro, e sono ad essi di esempio.

Non è a dire quanti vantaggi questo bene ideato e bene diretto stabilimento industriale rechi ai circostanti villaggi, e quanto siensi fatte migliori le condizioni morali ed economiche di quelle popolazioni. La salute e la contentezza si leggono in volto a que’ lavoratori.

Il commercio delle nostre Provincie si è assai vantaggiato; lo smercio dei filati si fa in maggior copia, oltrecché nel Regno, nelle provincie tedesche della Monarchia.

Uno stabilimento così utile e fiorente servirà inoltre a togliere la mal fondata, e, per alcune fallite imprese, malauguratamente troppo diffusa opinione, che fra noi nessuna grande industria possa essere con buon successo introdotta, e lungamente prosperare. Si faccia un diligente studio delle condizioni in cui deve essere posta un’industria, ed il buon esito coronerà una scelta fatta con avvedutezza.

Desideroso che un si bell’esempio possa trovar imitator, l’I. R. Istituto si compiace di rimunerare con premio di medaglia d’oro què benemeriti che, fondando la filatura di Pordenone, dotarono le Provincie Venete di un novello ramo d’industria.

(1) Dagli atti della “Distibuzione de’ Premj D’Industria fatta nella pubblica solenne adunanza dell’I.R. Istituto di Scienze, Lettere ed Arti del dì

30 maggio 1846, Onomastico di Sua Maestà Imp. Reale Apostolica, da S.E. il signor Conte Luigi Palffy di Erdod, Consigliere Intimo, Ciambellano di S. M.I.A, Governatore delle Provincie Venete ec. ec.” Venezia 30 maggio 1846

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